Puerto Cisnes: nella terra dell’ Italiana di Patagonia

Siamo arrivati ieri notte qui a Puerto Cisnes dopo 21 ore di navigazione. La nostra barca invece di attraccare si è fermata di fronte il molo e li un piccolo natante ci ha portato a riva a gruppi di 15 con i nostri bagagli.

Nell’oscurità più profonda, ci siamo recati non senza perderci, (si, anche in un pueblito di 3 mila anime!), alla piazza principiale. Lì ci aspettavano i nostri anfitrioni che ci avrebbero poi accompagnato a casa loro.

Solo oggi veniamo a sapere molte cose su questo piccolo raggruppamento di case in mezzo ai fiordi, che si trova nella Patagonia Settentrionale e più precisamente nell’ XI regione, di Aisèn.

Passiamo la calda e assolata mattinata informandoci sulle possibili alternative viarie al bus delle 5:30 per raggiungere Coyhaique, la capitale della regione.  Scopriamo che non ve ne sono e quindi compriamo i biglietti e chiamiamo Magdalena, la sorella di Berni, la nostra amica di Santiago,  che ci ospiterà domani in campagna . Siamo già curiosi di conoscerla perchè a giudicare dal paio di minuti di conversazione telefonica avuti,  sembra proprio un personaggio così come quella parte della sua famiglia che abbiamo avuto il piacere di conoscere durante il trekking bellissimo che ci ha portati al Macchu Picchu in Novembre.

E’ proprio Magdalena, che ci fa scoprire il mondo di Doña Maria Eugenia  e ci invita a visitare la biblioteca di Puerto Cisnes, che poi scopriremo fu costruita da lei così come l’ospedale, la scuola, il centro sportivo ecc..

Li incontriamo Rogelio che a livello di personaggio, neanche lui scherza, più tardi magari dopo la bottiglia di vino che ci siamo promessi, ne saprò ancora di più su di lui, oltre alla sua passione per la musica a 360 gradi:  cogestisce (assieme ad altri appassionati sparsi tra Repubblica Ceca, Spagna e  Stati Uniti) un blog di musica davvero impressionante per la mole di informazioni e anche per la ricerca nella proposta che spazia dal jazz al post rock…

Rogelio su mia precisa richiesta mi passa il libro, che è stato regalato alla cittadinanza  del pueblo dall’ambasciatore  italiano.  Il libro è scritto in italiano e castigliano e parla proprio della figura carismatica di Maria Eugenia Pirzio Birelli.

Ci sono vari interventi di familiari amici e conoscenti; vi si narrano le origini familiari: il padre era un autorevole membro dell’esercito reale. Lei sin da giovane mostra un carattere intraprendente, per esempio, all’età di 25 anni fonda la prima squadra di canottaggio femminile, a Roma.

Sfida le convenzioni sociali, indossando per la prima volta dei pantaloncini durante dei campionati di atletica .  Vince i campionati di lancio del disco e  studia per insegnare Greco e Latino. Ed è proprio li che incontra il  suo futuro marito, Genaro  Godoy Ariaza  che oltre ad esser specializzato in filologia romanza è anche un ottimo tenore…

Dopo il matrimonio si trasferiscono a Santiago dove lei si da da fare come dama di compagnia e istitutrice.  In questo periodo collabora con altre missioni di carità tra cui quella di Don Hurtado e l’ Opera di Don Guanella… e prende a cuore la causa dei bambini poveri cileni. Tanto a cuore che nel 57 si trasferirà in quell’angolo dimenticato tra fiordi, sede di quattro casette, che poco dopo diventerà Puerto Cisnes ossia il Porto dei Cigni.

E’ lì che porta con sè questi ragazzini in difficoltà e crea loro un rifugio.

Da quel momento si dedica anima e corpo allo sviluppo urbano del centro abitato. Va spesso a Santiago a chiedere e ottenere fondi, ai vari Presidenti della repubblica a partire da Alessandri fino a Pinochet e alle aziende italiane.

Si racconta che in attesa fuori dall ufficio si mettesse a fare l’uncinetto…tanto era perseverante e determinata.

Vengono costruite strade, ponti, che permettono di limitare l’isolamento del Porto dei Cigni.

La storia mi ha affascinato sotto vari aspetti:

in un’epoca dove non nutro molto rispetto per i miei connazionali, mi trovo in una terra dove noi ancora siamo visti in maniera più che positiva, e non ne  sono rimasti moltissimi; e lo dico sulla base delle mie esperienze di viaggiatore e di italiano che da 5 anni vive all’estero…

E senza dubbio affascinante la sua figura, di donna molto avanti nei tempi, che con molto carisma e attributi si è adoperata per fare del bene.

Tra le sue passioni, la lirica, l’astrologia e ovviamente la letteratura greca, Platone per esempio.

Dopo quel viaggio del 1947 farà ritorno in Italia solo un’altra volta.

Questo viaggio nel tempo è altresì reso affascinante dalla musica post rock,  che Rogelio ascolta dal suo computer, con casse rigorosamente JBL e che scivola sinuosamente nella sala tutta costruita in legno locale.

Perdere tempo in una biblioteca da turisti? Ci sono libri affascinanti di fotografia e non solo sulla Patagonia, rimaniamo basiti di fronte alla bellezza di alcuni scatti. Annotiamo i nomi di alcuni fotografi, vogliamo saperne di piu di loro e altri personaggi che incidentalmente incrociano il nostro cammino durante queste letture.  Personaggi, storie, che approfondiremo nei prossimi giorni.

Morirà nel 2003 dopo aver ricoperto per più di 30 anni la carica di sindaco ( alcaldesa) di Puerto Cisnes.

Nel settembre 2004 Il comando dei Carabineros cileno ha donato alla cittadinanza un busto raffigurante Maria Eugenia che si trova nella piazza proprio di fronte al Municipio  e alla sua amata biblioteca.

Della storia di Maria Eugenia, è stato prodotto un documentario diretto e creato dalla figlia della cugina. Mi ci sono imbattuto facendo le mie ricerche on line. Credo addirittura che la storia si presti benissimo ad esser raccontata dal cinema non solo documentale.

La ragione per cui vi racconto questa storia è anche dovuta al particolare momento che sta vivendo il mio Paese. Un’ epoca in cui il razzismo strisciante, tipico di ogni periodo di crisi economica, sta assumendo dei connotati preoccupanti. L’italiano si ostina a dimenticare il suo passato di Immigrato nel Nuovo Mondo, ha come rimosso quel periodo in cui i suoi compatrioti dovettere lasciare le loro terre natie in e avventurarsi in un nuovo territorio lontano migliaia di kilometri dalla propria casa per esser additato come straniero, analizzato e messo in quarantena al suo arrivo: Ellis Island un esempio per tutti ; per chi non l’avesse ancora visto consiglio la splendida e genuina pellicola di Crialese “Nuovomondo”…ora per me essere qui nella terra in cui una immigrata italiana ha tenuto alto il buon nome del suo paese d’origine è un motivo di orgoglio che ahimè non si riflette nella nostra attualità. Orgoglio nel passato e disillusione, per non dire ripugnanza per il triste presente.

Ad a giudicare dalle Prime Pagine dei giornali di oggi , al peggio non vi e´ mai fine…

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6 Responses to “Puerto Cisnes: nella terra dell’ Italiana di Patagonia”

  1. alfanje Says:

    Gran biografía y gran reflexión. Las dos penínsulas del sur de Europa, países hermanos en muchas cosas buenas y también en casi todo lo malo…. :-(

  2. alessandro Says:

    anche io vivo all”estero da vari anni mi divido tra argentina e brasile , e’ vero gli italiani all”estero non sono visti bene ma credi davvero che la colpa sia di berlusconi e di questi ultimi anni ( ho capito dalle righe come la pensi ) , forse ti sei scordato la deliquenza e analfabetismo che gli italiani hanno portato nel mondo ( mafia in usa , germania ecc.ecc. ) certo la maggioranza erano persone oneste ma bastano pochi per sputtanare un paese , guarda caso questo succede anche oggi vedi albania ,romania , marocco ecc.ecc. bastano poche persone per sputtanare questi paesi . forse riesci a spiegarmi perche”dove la emigrazione e” stata fatta da famiglie del nordeuropa i relativi paesi sono i piu” civili e ricchi del mondo ( nuova zelandia , canada , australia ecc.ecc. ) . accettare i nostri difetti di italiani ( tutti , di destra e di sinistra ) e” il primo passo per migliorare e per giudicare i difetti di altre nazioni peggiori di noi .

    • latinamericando Says:

      Ciao Alessandro,

      innanzitutto, grazie per il commento. Il post è stato scritto più di un anno fa, e questi ultimi 12 mesi li ho passati in Italia.

      E’ vero che non si può fare di ogni erba un fascio, ma è anche vero che la società italiana attraversa una crisi che va ben oltre quella meramente finanziaria di cui si parla in questi giorni. E’ una crisi di valori, che corrompono l’immagine immensa che tanti nostri connazionali hanno trasmesso dal passato e che è testimoniata da tutta l’arte che si respira ad ogni angolo del nostro Paese. L’italiano di oggi è un figlio ingrato che riposa sugli allori di quello del Passato senza dare il minimo contributo nel Presente. Anzi, distorcendone la percezione. Nel mio post parlavo del razzismo degli italiani nei confronti degli extracomunitari o anche comunitari ( vedi rumeno o polacchi): del fatto che si sono dimenticati le sofferenze dei nostri avi che furono costretti a lasciare le loro povere terre subendo tutte le angherie che oggi da aguzzini riversano per gli sfortunati che vengono in cerca di fortuna da noi. Riguardo all’emigrazione anglofona nei paesi del Commonwealth, credo che sia dovuta ad un fattore culturale, a noi sconosciuto: la laicità. Essa ha fatto sì che la piaga del “familismo amorale” non intaccasse la parte sana della società, cosa che non è avvenuta nell’europa del sud a forte vocazione cattolica. Ma è un discorso un po lungo per un esiguo post, converrai con me. Se vuoi ne possiamo parlare su skype! :)

  3. alessandro Says:

    non mi convince il discorso artistico , non si vive di sola arte , anche greci , egizi ,ecc. hanno avute civilta”grandiose e adesso ?? molte altre cose sono importanti ( per me di piu’ ) : cultura sociale , educazione , rispetto e sopratutto la percezione che una nazione e” una famiglia unita e non una unione egoistica di singoli individui , di singole famiglie o si singole categorie ( hai ragione sul familismo amorale ma da ateo se la colpa sia della religione non so” ). vero gli italiani hanno dimenticato il loro passato di emigranti ma al 90% si vive la situazione presente , in una famiglia ( nazione ) ricca di benessere e di educazione (europa del nord, ecc.ecc. ) un figlio adottivo povero (immigrato ) viene trasformato in positivo dall”ambiente familiare stesso ; viceversa in una famiglia (nazione : sud europa ecc. ecc. ) gia” problematica economicamente e educativamente un figlio adottivo povero (immigrato ) aggrava semplicemente la gia” precaria situazione . secondo me questo non e” razzismo ma semplicemente realismo . una mia speranza……… che gli italiani diventino “quasi” in tutto come gli svedesi , per esempio , e vedrai che molti problemi (compreso immigrazione ) miglioreranno automaticamente (intendiamoci gli imbecilli ci sono anche in svezia , ma la % e” molto minore ).

    CIAO LATINAMERICANDO , grazie a te della risposta e un in bocca al lupo per tutto.

    • latinamericando Says:

      Guarda che invece, secondo me, la pensiamo allo stesso modo :)
      Se sostieni che auspicheresti che gli italiani si trasformassero in svedesi, ovvio che migliorerebbero e di tanto le cose: prima fra tutte la corruzione, che arriverebbe ai minimi storici.
      L’Arte è una cosa che ci contraddistingue e rende unici nel panorama mondiale; nel mondo siamo/eravamo identificati con Michelangelo, Dante, Raffaello ecc.. oggi, con B e gli altri irresponsabili. Non sto con questo dicendo che si vive di sola Arte, ma che invece di disprezzare il territorio ed il nostro Patrimonio artistico, vedi ahimè la tragedia di Pompei, lo si cerchi di valorizzarlo come fanno paesi meno forniti di noi, come la Francia.
      Ti ho anche scritto che le colpe per questo degrado, non presente al Nord Europa è dovuta alla piaga del familismo amorale e dalla mancanza di laicità della società italiana. L’assenza di quest’ultima la reputo una forte causa della mancata evoluzione sociale, in termini di diritti, che relega il nostro paese tra quelli meno evoluti.

      Infine, il discorso dell’immigrazione regolamentata che fai tu, mi può anche stare bene, nonostante i tuoi preconcetti riguardo le mie presunte visioni politiche ( non ci sono solo nero e bianco), io sono contrario alla politica della Sinistra ( ma ancora parliamo di Sinistra?!), attuata finora, che fa sì che chiunque possa arrivare senza alcun distinguo. Tutto va regolamentato, nel rispetto dei diritti umani e della pacifica convivenza sociale. Di sicuro, non accetto i giochini elettorali della Lega Nord. Ma questo è un altro discorso, e fortunatamente avranno un amaro e brusco risveglio alle prossime politiche.

    • latinamericando Says:

      Dimenticavo…grazie a te per la piacevole discussione e altrettanto in bocca al lupo…ma se posso permettermi in quale zona dell’ Argentina sei di base?

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